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Diario di un professore semplice

Oggi parliamo di Poesia

Povera cara vecchia poesia! Me la ritrovo dappertutto: urinata su di un muro sporco come il piscio di un ubriaco, persa in mille post tra i social network, dimenticata nel fondo di una cartella: come ottenere "like". Povera cara vecchia poesia! Ti ritrovo dappertutto, eppure sei sparita. D'altronde ora possiamo fare a meno di te; perchè ci sei venuta a disturbare? Dici di essere necessaria? Dici di essere in tutte le cose? Dici che è colpa nostra se nessuno ti capisce? Ora fai pure la vittima. Ti lamenti come un allenatore sconfitto che dà la colpa agli arbitri. Fiiiii. Rigore. Una cosa bella è una gioia per sempre. Uno a zero per te. Forse hai ragione, forse è solo colpa nostra. Allora vieni in classe con me, vieni a combattere con studenti zombie di noia e di niente; noi non eravamo così, noi eravamo diversi. Sono andato ad una festa in maschera travestito da me stesso, riconosciuto da nessuno dei miei amici. Due a zero. Palla al centro. Forse hai ragione, è solo che non riusciamo a trasformarti, a renderti loro vicina, non riusciamo ad esprimerci, non riusciamo a renderti giustizia. La poesia: una sfida in versi tra lo scrittore e il lettore, una sfida con le parole, una sfida per capire la bellezza, una sfida che si ripete in classe e io faccio la parte del poeta, nella rappresentazione, nel teatro del mondo. Il poeta è un fingitore. Finge di sentire il dolore che egli veramente sente.Tre a zero. Fischio finale. Ho imparato la lezione. Esco dal campo di gioco a capo chino ed entro in classe a testa alta. Oggi so di cosa parliamo. La poesia e oggi ne parliamo in maniera diversa ...